mercoledì 16 agosto 2017

Confettura "Le due albicocche alla vaniglia e al gewurztraminer "con il metodo della semicanditura


Confetture e marmellate sono l'argomento di oggi per il Calendario del Cibo Italiano e con questo argomento che amo inizio la mia partecipazione a questo progetto.

Le confetture ed il metodo della semicanditura 

 Mi è scoppiata la confetturite acuta, appena vedo della frutta bella, colorata, profumata la vedo già in barattoli etichettati. Non ne ho sofferto da sempre ( per fortuna dice mio marito!), ho avuto degli attacchi saltuari, smorzati subito da risultati a volte deludenti, ma da quando ho scoperto il metodo della semicanditura marmellificherei tutto!

Una delle migliori esperte di confetture è Christine Ferber, una giovane signora che lavora a Niedermoschwir in Alsazia, e non per nulla la chiamano la fata delle confetture! 
Anche grandi pasticceri italiani come Luca Mannori e Gino Fabbri utilizzano questo metodo per le confetture e le marmellate, infatti sul libro "Gino Fabbri Pasticcere" i pesi e le proporzioni degli ingrendienti sono gli stessi di quelli scritti nei libri  dalla Ferber: “ Mes Confitures” e “Leçons de confitures”.
Per le confetture la Ferber usa sempre 800 gr di zucchero per chilo di frutta pulita ed il succo di un piccolo limone. La quantità di zucchero è quella ottimale perché aiuta la conservazione e non richiede una lunga cottura per poter avere la densità giusta.
Diminuendola si corrono rischi di proliferazione batterica se si cuoce poco, se invece si protrae la cottura per addensarla il liquido evapora e lo zucchero concentrandosi arriva alle stesse proporzioni. 
Il rifrattometro è lo strumento ideale per determinare la concentrazione degli zuccheri che dovrebbe essere tra i 64/65 gradi brix.

Il metodo Ferber ( o Fabbri) ha lo scopo di mantenere l’integrità, il sapore ed il colore della frutta senza uso di pectine industriali aggiunte e fondamentalmente si basa su tre fasi:
1) una breve ebollizione di frutta, limone e zucchero per formare più rapidamente lo "sciroppo"
2)un riposo di almeno 12 ore per far avvenire la semicanditura della frutta
3) una cottura breve in un recipiente ampio,preferibilmente di rame ( bassine di 40 cm diametro), che consenta una veloce evaporazione e conseguente concentrazione del liquido.
Cottura che può essere
a) del solo sciroppo (per i frutti più delicati/acquosi)
b) di frutta e liquido insieme.
Questo a livello generale, poi naturalmente ogni tipo di frutto ha le sue caratteristiche e quindi il metodo subisce delle varianti,perché non si può trattare una mela cotogna come un lampone.

In questi giorni sono riuscita a trovare ancora delle grosse albicocche di Romagna dolci e saporite e non ho potuto trattenermi dal preparare quest'altra confettura tratta dal libro " Mes confitures" di Christine Ferber.
Mi aveva incuriosito l'uso delle albicocche secche ed il risultato finale è eclatante, penso per la qualità delle albicocche, ma anche la ricetta dà sicuramente quel tocco in più.
Provate anche voi la confettura

"Le due albicocche alla vaniglia e al gewurztraminer "


Ingredienti:
1,150kg albicocche, mature ma ancora sode
(snocciolate devono raggiungere 1kg di peso)
250 g d'albicocche essiccate e ammorbidite
800 g zucchero
il succo di una piccola arancia
Il succo di 1 limone piccolo,
le zeste tagliate sottili o grattugiate della buccia di una piccola arancia non trattata
2 bacche di vaniglia
250 g di gewurztraminer ( 25 cl.)

Preparazione:
Tagliate le albicocche secche in bastoncini di 5 mm. di larghezza, mettetele in una terrina e copritele con il gewurztraminer.
Mettetele al fresco per una notte.

Lavate le albicocche, asciugatele in un panno, tagliatele a metà e snocciolatele.

Mescolatele con lo zucchero, il succo e le zeste d'arancia, il succo di limone, le bacche di vaniglia incise per la lunghezza e lasciatele macerare per 1 ora coperte con un foglio di carta da forno.

Versate le albicocche preferibilmente in una casseruola di rame non stagnata e portate quasi ad ebollizione,il composto deve “fremere” ma non bollire. Spegnete e versate in una terrina. Coprite di nuovo con la carta da forno a contatto con frutta e lasciate riposare per una notte intera al fresco in frigorifero.

L’indomani versate le albicocche in un colino foderato con una garza leggera, sbucciatele, tagliatele a pezzi se sono grosse e tenetele da parte.

Nel frattempo versate lo sciroppo raccolto in una casseruola, portatelo a ebollizione, schiumando e proseguendo la cottura a fuoco vivace fino a 105°C (a questa temperatura comincia ad addensarsi), unite allora le albicocche secche macerate nel gewurztraminer riportando all'ebollizione e fate cuocere per 5 minuti schiumando.

Aggiungete le albicocche sbucciate, riportate a bollore e fate cuocere a fuoco vivo per circa 5 minuti rimestando delicatamente e schiumando di tanto in tanto. Eliminate la bacca di vaniglia.
Verificate la consistenza della confettura con la prova piattino quindi versatela in barattoli di vetro precedentemente sterilizzati in forno a 130° per 15 minuti.

mercoledì 8 febbraio 2017

Goulash Rosso ovvero l’importanza del moccolo.

-     Quale moccolo? Vi chiederete.
Cominciamo con ordine.
Solitamente si inizia a cucinare sbucciando le cipolle, quelle rosse di Tropea sembra che siano le meno aggressive, ma qui comincia il dramma. Subito dalla prima cipolla piango nonostante gli occhiali, lacrime copiose mi rigano le guance, gli occhi mi bruciano, il rimmel - opps adesso si chiama mascara, di Rimmel è rimasta solo la canzone di De Gregori -  il mascara del trucco accurato che avevo fatto si scioglie, mi cola in rigagnoli neri e ad ogni battito di ciglia, flap flap, mi riga anche gli occhiali … e qui parte il primo moccolo:
 - Porco qui … porco là …
Così accecata mi affetto un’unghia, che sarà mai un po’ di cheratina nel piatto, continuo con supremo sprezzo del pericolo  cercando freneticamente  nella memoria delle soluzioni: gli occhialini da piscina, già fatto, non funzionano; la maschera da sci di mio figlio, già provata, funziona solo  per far ridere a crepapelle l’amica che era passata a salutarmi e mi ha beccato in quella guisa; il pezzo di pane in bocca, macché gli occhi bruciano tantissimo ugualmente. Parte un altro moccolo:
-    - Porc … moccolo?! MOCCOLO!!!
E’ un lampo, un flash, un’illuminazione improvvisa : un moccolo di cera, l’avevo letto da qualche parte, sembra che la nonna di una amica Coquinaria usasse accendere una candela vicino al tagliere quando doveva affettare le cipolle. Detto e fatto. Funziona!! Nel giro di poco smetto di piangere e gli occhi non pizzicano più, probabilmente la fiamma brucia i terpeni, gli oli volatili  irritanti della cipolla, chi l’avrebbe mai detto! Ma ora devo anche dirvi come ho fatto a fare il resto del

Goulash rosso


Ingredienti per 4 persone:
700 gr di codone (scamone) di manzo
350 gr di cipolle rosse
200 gr di peperone rosso
400 gr di pomodori pelati e tritati
Paprika dolce e piccante
2 cucchiai di olio
25 gr di burro
Farina bianca
1 bicchiere di vino rosso
Brodo di carne

Preparazione
Sbucciare e grattugiare le cipolle o tritarle fini. Pelare i peperoni con il pelapatate e tritarli.
Nel lavèc o in una pentola di coccio scaldare metà olio e burro e cuocere le due verdure a fuoco dolce, fino a quando iniziano ad ammorbidirsi. Aggiungere il bicchiere di vino e lasciar cuocere ancora per un bel po', almeno mezz'ora a fuoco bassissimo, con il coperchio. Si deve ottenere una specie di sughetto rappreso, non acquoso (eventualmente lasciar scoperchiato un attimo).

In un tegame separato rosolare la carne tagliata a dadi e infarinata, spolverarla con due cucchiai di paprika dolce ed un cucchiaino di paprika piccante, quando è ben colorita aggiungerla alle verdure unendo anche il trito di pomodori, allungare con il brodo di carne, regolare di sale, riabbassare il fuoco, oppure mettere il lavèc  con coperchio nel forno a 100°, e cuocere pianissimo per 2 ore circa. Si serve con patate lessate o purè di patate.

giovedì 8 dicembre 2016

Zuppa di zucca gratinata

Rieccomi... (a volte ritornano...) 😊
Dopo un periodo un po' così rientro con una ricetta adatta al tempo frescolino e uggioso, una zuppa che riscalda e rallegra trovata su Sale e Pepe. 
A noi è piaciuta molto quindi la ripropongo a voi.


Zuppa di zucca gratinata


​  Ingredienti per 4 persone:
 400 grammi  zucca
6 decilitri  brodo vegetale
20 grammi  burro
150 grammi  emmental
8 fette  pane di segale
3  porri
q.b.  sale

Procedimento:
 Pulirei i porri, eliminare la radice, le foglie più esterne e le parti verdi più dure; lavarli, asciugarli e tagliarli a rondelle.
Tagliare la polpa di zucca a fettine dello spessore di circa 1/2 cm  e metterle, insieme ai porri, in una larga padella antiaderente in cui si sarà fatto sciogliere il burro fino a farlo diventare spumeggiante.
Rosolare le verdure nel burro a fiamma viva per un paio di minuti, aggiungere una presa di sale, bagnare con il brodo bollente, coprire il recipiente, abbassare la fiamma e cuocere per 15 minuti. Scolare zucca e porri con un mestolo forato e tienere il brodo in caldo.      
Disporre 4 fette di pane sul fondo di 4 pirofile individuali, cospargerle con metà dell'Emmental  grattugiato, fare uno strato di porri e zucca, poi ripetere gli strati terminando con il formaggio. 



Versare su tutto il brodo tenuto da parte e mettere le pirofile sotto il grill del forno già caldo fino a quando la superficie della zuppa gratinata sarà dorata (occorreranno circa 5 minuti). Servire subito.  

mercoledì 31 agosto 2016

Confettura di cipolle rosse di Tropea con zeste d'arancia e limone

Ovvero come far scappare il marito, sopratutto se la si prepara alle 7 del mattino ;)
Mi sono trattenuta per una settimana poi ho ceduto e di buonora mi sono messa ad affettare cipolle, peraltro dolcissime, non ho nemmeno pianto una lacrima! Ho rifatto la mia imitazione di una confettura che avevo comperato, della ditta Le Tamerici, buonissima, la migliore mai mangiata a mio parere. Ho dedotto le quantità da alcune percentuali degli ingredienti che ci sono sul vasetto e voilà, ecco la mia per niente male

Confettura di cipolle rosse di Tropea con zeste d'arancia e limone



Ingredienti 
per 5 vasetti da 150 ml
1 chilo di cipolle rosse di Tropea
500 grammi di zucchero semolato
1 pizzico di sale
1 limone e 2 arance non trattate
2 cucchiai di uva passa

Procedimento
Mettere a bagno il limone e le arance in acqua e bicarbonato per alcune ore, poi spazzolarli, sciacquarli ed asciugarli. Mettere l’uvetta a rinvenire in acqua tiepida.
Tagliare a fette sottili le cipolle e mescolarle allo zucchero,al sale, al succo ed alla buccia di mezzo limone, la buccia delle 2 arance e le uvette ammollate.

Lasciarle a macerare per 3 o 4 ore circa, si formerà una specie di acquetta e le cipolle tenderanno a diventare trasparenti.

Mettere sul fuoco in una pentola di acciaio o di rivestimento ceramico e far cuocere circa 30 minuti, o un pochino di più, dall'ebollizione .Deve restare piuttosto liquidino, tanto raffreddando si sistema. Ho usato la bassine di rame e mi sono accorta che non va bene perché evaporano i liquidi troppo in fretta ed ho dovuto aggiungere acqua. 

Invasare bollente e far sterilizzare 30 minuti.
Si accompagna molto bene a formaggi stagionati o saporiti, qui è con un pecorino sardo da sballo, oppure ad arrosti di maiale o di selvaggina, petto d'anitra, costolette d'agnello, ed ho letto anche ad un carpaccio di tonno. Non resta che provare.

sabato 27 agosto 2016

Ricciola marinata e pisto manchego

In pescheria ho comperato una ricciola ma sono senza idee per cucinarla, ho cominciato a sfogliare i miei libri... ufff... non trovo niente che oggi mi interessi. Mi viene in mano "Grandi chef di Spagna", lo apro con reverenza. Il primo è Ferran Adrià: aria di sambuca, perle sferiche, olio d'oliva incapsulato, aria gelata di parmigiano... passiamo oltre e oltre e oltre che è meglio! Una foto mi attira, è un piatto di Manuel De La Osa, a occhio mi sembra fattibile, leggo... sì se pò fà!! Unica differenza è il pesce: lui ha usato una coda di rospo o pescatrice io ho la ricciola, ma mi piace il procedimento quindi si va di sfilettatura e pelatura, potete anche farvelo fare dal pescivendolo oppure prendete i tranci di pescatrice.

Ricciola marinata e pisto manchego

Ingredienti per 4 persone:

Per la ricciola 
800 g di ricciola
2 spicchi di aglio rosso
1 pizzico di cumino
qualche foglia di basilico
qualche foglia di alloro
qualche foglia di menta
qualche foglia di timo
zenzero fresco q. b.
1 pizzico di peperoncino 
una grattata di scorza di lime
100 g di olio extravergine di oliva
un pizzico di zucchero
un pizzico di sale

Per il pisto manchego
600 g di pomodori maturi
300 g di cipolle
200 g di peperoni rossi e verdi
200 g di zucchine
200 g di melanzane
2 spicchi d'aglio
20 g di pinoli
olio extravergine di oliva q.b.

Procedimento:

Per la ricciola
Tagliare in quattro pezzi i filetti di ricciola quindi metterli a marinare per due ore in frigo con il sale, lo zucchero, gli spicchi di aglio,il peperoncino, la scorza di lime, lo zenzero e le erbe aromatiche.
Dopo le due ore scolare i tranci dalla marinata e rosolarli in padella con poco olio e.v.o. e l'aglio schiacciato, quindi passarli in forno a 160° per 6 minuti. Sfornarli, lasciarli riposare per un minuto e tagliarli a metà.

Per il pisto manchego
Pulire e lavare le melanzane, le zucchine,i peperoni, le cipolle e i pomodori quindi tagliare tutte le verdure a pezzetti. In una padella dorare con qualche cucchiaio d'olio le cipolle e l'aglio, aggiungere le melanzane, i peperoni, le zucchine, i pinoli ed a metà cottura anche i pomodori. Cuocere a fuoco lento per circa 30 minuti sino a quando il sugo dei pomodori si sarà ben asciugato. Salare e mettere da parte.

Disporre nel piatto le due metà di ogni trancio di ricciola sovrapposte e posarvi sopra il pisto manchego come guarnizione.


Il pisto manchego è una preparazione tradizionale spagnola originaria della regione della Mancia che questo chef spesso accompagna al pesce, usando la ricetta originale appresa dalla nonna quando era ancora ragazzo. In pratica assomiglia ad una delle varie caponate di verdure miste che si sono sempre preparate nel centro e sud Italia e questo sta a dimostrare quanto la similitudine tra le varie ricette e l’uso d’ingredienti identici abbiano contribuito a creare una specificità alimentare dei paesi che si affacciano sul Mediterrane: la famosa dieta mediterranea consigliata come la migliore e la più salutare per vivere sani a lungo. 

giovedì 18 agosto 2016

Confettura di pesche saturnine e frutti della passione (metodo Ferber)

Questa è la prima confettura di pesche della stagione perché non avevo ancora trovato dei bei frutti maturi al punto giusto e saporiti, sapevano sempre di acqua, come le albicoccche, ma la settimana scorsa dal mio solito fruttivendolo c'erano delle bellissime pesche saturnine a pasta bianca molto grosse. Ingolosita ne ho presi un paio di chili e prima di arrivare alla cassa mi è caduto lo sguardo su alcuni frutti della passione, per i quali ho una predilezione particolare, me li sono immaginati in confettura con le pesche già profumate di loro e cosa vi devo dire... l'ho fatta! Buona buona...

Confettura di pesche saturnine e frutti della passione


Ingredienti per 4 vasi da 250 ml:
1,200 Kg di pesche saturnine ( 1 kg al netto)
10 frutti della passione
700 g di zucchero
il succo di mezzo limone

Procedimento:
Immergete le pesche minuto in una casseruola di acqua bollente. Raffreddatele in un bagno di acqua molto fredda.
Pelatele, snocciolatele e tagliatele in lamelle spesse circa 4 mm.
Dividere a metà i frutti della passione ben lavati e con l'aiuto di un cucchiaino raccogliere il succo ed i semi.

In una pentola da marmellata, mescolate le lamelle di pesche, il succo e i semi dei frutti della passione, lo zucchero ed il succo di limone.

Portate al fremito prima dell’ebollizione poi versate tutto in una terrina. Coprite con un foglio di carta forno e mettete in fresco per una notte o 12 ore.
L'indomani versate il composto nella bassine, portate ad ebollizione a fuoco vivo per sette minuti circa rimestando delicatamente e schiumando.
Verificate la densità con la prova piattino, quindi mettete la confettura nei vasi (sterilizzati 10 minuti nel forno a 130°) e chiudete. Capovolgete i vasi per fare il sottovuoto, raddrizzateli quando sono tiepidi e conservate al buio.

martedì 9 agosto 2016

Sgombri marinati alla catalana

Non mi piacevano gli sgombri freschi, da montanara non ero molto avvezza ai sapori di mare. Però quelli conservati nelle latte grandi, che vendevano nel panificio delle sorelle Panzeri, infilati in mezzo ad una saporita pagnotta di pane comune ( una volta c'erano due tipi di pane: quello bianco di semola e quello comune più scuretto) erano la mia merenda preferita. Pane e sgombri, una libidine!
Ma lo sgombro fresco no, per me, abituata ai pesci di lago, aveva un odore e un sapore di mare troppo deciso e mi sono sempre rifiutata di cucinarlo fino a quando... me l'ha ordinato il dottore: niente carni rosse, niente maiale ma pesce azzurro. Così, obtorto collo. l'ho cucinato curando di mitigarne il gusto con altri ingredienti e, scoperta piacevole, è buono, mi piace ed è anche delicato!!

Sgombri marinati alla catalana


Ingredienti per 4 persone:
4 sgombri da circa 150 g ognuno, 
1 cipolla  bianca
300 ml di aceto di mele

Per la catalana
4 cucchiai di olio extravergine,
1 cipolla rossa di Tropea
un cucchiaio di capperi di Pantelleria sotto sale
10 pomodori Piccadilly, 
4 filetti di acciughe 
2 gambi di sedano, il cuore
1 spicchio d'aglio
12 olive verdi piccanti di Nocellara,   
sale, pepe o peperoncino 
origano 

Preparazione:
Sbucciare la cipolla di Tropea, lavarla, affettarla ad anelli sottili, quindi lasciarla per circa 30 minuti a bagno nell'aceto. 
Eviscerare, lavare e lessare gli sgombri con acqua bollente salata a coprirli, aceto e cipolla bianca per 10 minuti dall'ebollizione. Sfilettarli togliendo la pelle, le lische, le teste e mettere i filetti così ottenuti in una ciotola capiente. Farli raffreddare velocemente nell'abbattitore o immergendo la ciotola in acqua e ghiaccio quindi trasferire in frigo.
Mettere i capperi in un colino appoggiato sopra ad una ciotola e sciacquare sotto l'acqua corrente. 
Lavare ed asciugare il sedano ed i pomodorini quindi affettarli a rondelle, snocciolare le olive e tagliarle a pezzi, tagliare a pezzetti anche le acciughe, mettere tutto in un contenitore assieme ai capperi dissalati, lo spicchio d'aglio sbucciato ed agli anelli di cipolla, condire con olio, origano, pepe e far riposare in frigo per 30 minuti. 

Quando gli sgombri saranno raffreddati ricoprirli con la catalana di verdure togliendo l'aglio e salandola un pochetto. Far insaporire bene al fresco per altri 30 minuti circa e servire.


domenica 31 luglio 2016

Fichi caramellati profumati alle spezie ( terza versione)

Questi per me sono i migliori! Ormai sono anni che li preparo ed ogni volta apporto qualche variazione, sempre alla ricerca di abbinamenti, sapori e profumi nuovi. Ma se provassi a non mettere acqua... se usassi solo marsala o porto... e la cannella... e il cardamomo... e l'anice stellato? Tra un se e una prova sono arrivata a questa terza versione che non credo cambierò più. Le prime due versioni le trovate qui


Fichi caramellati profumati alle spezie



Ingredienti:
1 kg di fichi

100 ml di aceto di mele al 5% di acidità  
200 ml di marsala semi dolce, sarebbe meglio quello dolce
600 g di zucchero per bilanciare il semi dolce del marsala
buccia di limone
mezza stecca di vaniglia
un pezzetto di scorza di cannella
1 anice stellato
i semi di due bacche di cardamomo schiacciate

Procedimento:
Mettere i fichi per ritto in un tegame che li contenga in un unico strato. 
















Coprirli con lo zucchero, l'aceto e il marsala, aggiungete le spezie ed alcune striscioline di scorza di limone. Far bollire lentamente fino a quando il liquido non sarà sciropposo e di un bel colore ambrato (dipende dalla forza del fornello, si va intorno alle 2 ore circa).


Volendo si può aggiungere un po' di rum alla fine, invasare in vasi sterilizzati in forno a 130° per 10/15 minuti , capovolgerli per il sottovuoto e riporli al buio in dispensa o in cantina. Non serve sterilizzare successivamente i vasi sia per il contenuto di zucchero che di aceto, tutti e due ottimi conservanti. 
Devono riposare per circa tre mesi, quindi se li fate a settembre per Natale sono pronti! 
Sono molto buoni con il gorgonzola ma anche con altri formaggi sia stagionati che freschi, con il gelato oppure con una panna cotta,una mousse, panna liquida o montata.
Se vi avanza del liquido di cottura mettetelo in vasetti come avete fatto per i soli fichi, potete usarlo con i formaggi, con i dolci, oppure nello yogurt della colazione, se è stato ben ristretto forma una bella gelatina ambrata da servire con i fichi stessi.
Provateli, danno dipendenza!

martedì 26 luglio 2016

Confettura di albicocche e mandorle metodo Ferber

Finalmente ho trovato delle albicocche non dico bellissime e buonissime ma decenti ed ho pensato di provare questa confettura che non avevo mai fatto. Visto che le albicocche non erano molto sugose, ho abbassato la temperatura di cottura a 103° del termometro a sonda, se avete il caramellometro meglio, ed ho lasciato anche la buccia alle albicocche perché volevo le metà ben definite. Confettura ottima, la Ferber consiglia di utilizzarla in una frolla sablè che farò prossimamente.


Confettura di albicocche e mandorle metodo Ferber


Ingredienti:
1,150 kg albicocche, mature ma ancora sode
(snocciolate devono raggiungere 1kg di peso)
800 g zucchero
200 g acqua
Il succo di ½  limone piccolo,
100 g di mandorle a lamelle o a filetti
1/2  bacca di vaniglia o 1 cucchiaio di estratto casalingo
qualche mandorla d'albicocca

Preparazione:
Lavate le albicocche, asciugatele in un panno, tagliatele a metà e snocciolatele. 
Mescolatele con lo zucchero, l’acqua, il succo di limone, la bacca di vaniglia incisa per la lunghezza (o l'estratto) e lasciatele macerare per 1 ora coperte con un foglio di carta da forno. 

Versate le albicocche preferibilmente in una casseruola di rame non stagnata (bassine a confiture) e portate quasi ad ebollizione, il composto deve “fremere” ma non bollire. Spegnete e versate in una terrina. Coprite di nuovo con la carta da forno a contatto con frutta e lasciate riposare per una notte intera al fresco in frigorifero. 

L’indomani versate le albicocche in un colino foderato con una garza leggera, sbucciatele, tagliatele a pezzi se sono grosse e tenetele da parte. Nel frattempo versate lo sciroppo raccolto in una casseruola, portatelo a ebollizione, schiumando e proseguendo la cottura fino a 105°C (a questa temperatura comincia ad addensarsi).

Unite allora le albicocche sbucciate e le mandorle a filetti o a lamelle. Riportate a bollore e fate cuocere a fuoco vivo per circa 5 minuti rimestando delicatamente e schiumando di tanto in tanto. Eliminate la bacca di vaniglia. 

Verificate la consistenza della confettura con la prova piattino quindi versatela in barattoli di vetro precedentemente sterilizzati in forno a 130° per 15 minuti.Disponete una mandorla d'albicocca intera e chiudete.

Rompete con uno schiaccianoci i noccioli d'albicocca e togliete le mandorle, Tuffatele in acqua bollente per togliere la pellicina quindi fatele ribollire una seconda volta prima di aggiungerle alla confettura.
Nella ricetta le mandorle amare d'albicocca sono messe per abbellire la confettura, volendo si possono omettere.

giovedì 21 luglio 2016

Insalata di gamberi e pesche nettarine

Rieccomi!! Mi sono assentata per un po' dal blog ma ora spero di riprendere con lena ed entusiasmo, anche se con questo caldo non è il massimo mettersi ai fornelli!
Per ricominciare vi posso suggerire questa fresca, leggera, veloce ed appetitosa


Insalata di gamberi e pesche nettarine


Ingredienti per 2 persone:
100 g di radicchio rosso, pan di zucchero e cicorino tagliato a striscioline
12 code di gamberoni rossi
cognac q.b.
un rametto di timo
2 pesche nettarine
10 olive nere cotte al forno di Castelvetrano
due ciuffi di basilico
pepe rosa q.b.
2/3 cucchiai di olio extravergine di oliva Don Vincenzo DOP
succo di limone
sale

Procedimento:
Sgusciare le code di gambero lasciando l'ultimo anello ed il codino, incidere con la punta di un coltello affilato il dorso e togliere il budellino nero, lavarle ed asciugarle, quindi farle saltare in padella con poco olio ed un rametto di timo sfumando con cognac oppure vino bianco o succo di limone.
Mettere le insalate tagliate a striscioline sul fondo di un piatto piuttosto grande, disporvi a raggiera le pesche tagliate in 6 spicchi e tra uno spicchio e l'altro sistemarvi le code di gambero. Sbriciolare tra le dita alcune bacche di pepe rosa distribuendolo sul piatto, aggiungere un ciuffetto di foglie di basilico sminuzzato e condire con una miscela di olio, succo di limone e sale.


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